Da un po' di tempo a questa parte e sempre di più di giorno in giorno mi frulla in testa il frammento del testo di una canzone: "Revolution, the only solution..." Non sono mai stato né un'idealista né tantomeno un anarchico. Ho sempre pensato che nei "giochi di potere" (perché è questo che sono al giorno d'oggi) servisse molto di più la capacità di concretizzare qualcosa di piccolo ma significativo piuttosto che andare a sventolare bandiere ed ideali per ritrovarsi con un bilancio in rosso, l'acqua alla gola e problemi che le utopie sanno difficilmente risolvere
Da Wikipedia: La rivoluzione (dal tardo latino revolutio, -onis, rivolgimento) è un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente e il sorgere di un nuovo modello. Mutamento. Improvviso e profondo. Comincio a credere che sia l'unica soluzione per rimettere insieme quei cocci che continuano ostinatamente a voler essere chiamati "Italia". Quello che però turba anche me è che non credo che una spinta del genere possa partire, ad oggi, dal popolo. Troppo impegnati a lamentarsi della crisi davanti al Grande Fratello ed a Uomini e Donne per capire che la situazione sta davvero diventando catastrofica, e non perché non è più possibile farsi la vacanza a Charm el-Cheikh... E allora chi? Una fantomatica oligos formata da esperti del settore, idealmente convinti e capaci di stravolgere completamente il sistema fino a prenderne le redini? E chi è quel matto che adesso se la sentirebbe di dire "mi carico la situazione italiana sulle spalle e la risolvo"?
Non ho mai visto di buon occhio la democrazia in Italia: troppe volte si è dimostrata una gara a chi vende meglio le proprie maschere. Alla caciara di 10 persone che dicono ognuno la loro preferisco un leader che sappia delineare la strada. Quello che vedo adesso è la caciara delle 10 persone ed il leader che lastrica la propria via. E questo non credo sia il futuro giusto per l'Italia. E sono stanco di aspettare qualcuno che voglia davvero risolvere la situazione... e che ne sia capace. Sempre più persone a cui voglio bene si stanno trovando in condizioni davvero problematiche. Per ora cerco di delineare il mio futuro in modo da cambiare (rivoluzionare effettivamente) il contesto intorno a me. Il tutto cercando sempre di mantenere la calma e cognizione di causa di quello che sto facendo, evitando scene come quella a cui ho assistito stamani: una signora che ruba il parcheggio ad un altra e quest'ultima esce dall'auto come una furia, gridando, imprecando e battendo i piedi in terra. Come faccio a credere nel popolo italiano se anche il più banale dei problemi viene affrontato da bambini delle scuole elementari? Ah, no, scusate. Probabilmente i miei fratelli più piccoli non avrebbero fatto una simile scenata...
martedì 23 febbraio 2010
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ciao Edo,
RispondiEliminaOgni tanto sapere che qualcuno sente la volgia della rivoluzione vera, mi fa piacere... mi sento meno solo! Ma una rivoluzione, non è un colpo di stato fatto da fanatici, la rivoluzione è l'evolversi di una cultura sommersa ( e spesso sottomessa) che riesce a trovar sfogo da qualche fessura. Ma per fare una rivoluzione, occorre la cultura, e purtroppo, di cultura, ne è rimasta poca... o meglio... è rimasta quella che la televisione decide di dare al popolo. Occorrerebbe che le persone raccogliessero un pò più di consapevolezza per loro stessi e per il futuro dei loro figli.
Io, Edo, ho la forza e la testardaggine per combattere e per insegnare alla gente di guardare le cose con i propri occhi, ma molti ormai... sono diventati ciechi!
ciao Babbo