Mi chiamano in camera: "C'è X? (ometto il nome del mio fedele compagno di camera)". "No", rispondo. "E' uscito?"
Per un istante sono stato fortemente tentato di rispondere "no" a quella domanda, semplicemente per vedere l'effetto che avrebbe suscitato. Qual'è lo scopo di una simile domanda? E' un "sei sicuro"? Non credo, visto che il nostro appartamento è un buco -- mica dobbiamo usare l'interfono per comunicare tra di noi! Dal mio punto di vista è puramente una mancanza di attenzione alla comunicazione. In questo caso l'interlocutore dava per scontato che il mio compagno fosse in casa al punto tale da aspettarsi un "glielo passo". Invece no! Ed è normale che quando una persona si trova spiazzata va a focalizzare l'attenzione sugli accadimenti, nel nostro caso facendo una domanda con lo stesso significato ma ponendo a questo punto attenzione alla risposta. Dopo aver cordialmente salutato l'interlocutore mi sono voluto comunque gustare quello che sarebbe potuto essere il dialogo...
C'è X?Capite bene che naturalmente la persona al di là del telefono si sarebbe sicuramente offesa...
No
E' uscito?
No
Come scusa?
Non è uscito.
Ma hai detto che non c'è...
Allora avevi capito... e perché allora mi ha chiesto se era uscito?
Facciamo dunque un piacere a noi stessi, non viviamo passivamente: è vero che qualsiasi cosa tu faccia va a comunicare qualcosa, peccato che non è necessariamente quello che avresti voluto... Va a finire che uno vorrebbe ordinare on-line della frutta e si ritrova a casa un paio di mini-bonsai di arancio!
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