Perché ho intitolato questo blog “Il Bordo Bianco”? Perché quando leggiamo un libro, un giornale, un manuale, una ricetta da cucina, leggiamo sempre le cose degli altri senza aver la possibilità di replicare a chi ha redatto le parole che abbiamo davanti agli occhi. Non esiste spazio per noi se non lungo il bordo del foglio. Quel bordo bianco che incornicia le scritte quasi a dargli pregio, invece, deve dar forza alle nostre parole, ai nostri disappunti. Molti di noi si lasciano ingannare dal poco spazio che ci appare nel contorno, ma vi posso garantire che quello spazio è uno spazio immenso. Se ad esempio prendete un foglio completamente pieno di lettere in Formato A4 con un margine di 2cm giro giro, lo spazio del bordo copre la bellezza del 30% di tutto il foglio. Se poi vogliamo essere precisi e prendere in esame soltanto la parte scritta, allora rimaniamo sbalorditi: Lo spazio bianco è il 40% dello spazio scritto! Questo blog deve dar voce a tutti coloro che in quel margine vogliono dire la sua. Non importa ricoprire il 40% basta anche soltanto una parola. Aspetto con ansia ciò che avete da dire sui temi che vi stanno più a cuore in modo da poterli pubblicare. Questo spazio è vostro. Completamente a vostra disposizione. Mandate una e-mail all'indirizzo riportato ed io la pubblicherò.
Mi era stato chiesto uno spazio in cui potersi confrontare e io l'ho concesso. Adesso va fatto girare.
In attesa vi saluto Morandi Marco
Mi era stato chiesto uno spazio in cui potersi confrontare e io l'ho concesso. Adesso va fatto girare.
In attesa vi saluto Morandi Marco
Auguri per il tuo procedere...
RispondiEliminaa presto
Sei partito bene! Il tuo messaggio fa riflettere anche me, che sai bene condivido appieno tutto quello che hai detto.
RispondiEliminaVorrei allargare la discussione (se così si può dire) su un lato parzialmente scuro che ben si lega a quanto da te detto: La Libertà, bella parola! usata a sproposito da chissa quanti millenni, cercata e spesso raggiunta (si fa per dire) con il sacrificio estremo di moltissime persone, ma sarà liberta? se è vero (ed è Vero) quanto detto da Marco, siamo un po' tutti schiavi della società in cui viviamo, solo quel bambino ipotetico nato sullisola deserta è un po' più libero, ma anche lui schiavo delle sue esigenze elementari, e allora? Quando ci siamo liberati di chi ci opprime, quando la società sarà veramente pura, pulita, democratica ed economicamente forte da permettere che tutti abbiano il minimo indispensabile, quando ogniuno può dire quel che vuole, dove e quando vuole; insomma appena un po' meglio di come stiamo ora, e stiamo già bene da poterci definire liberi, saremo veramente liberi? Per me nò ovviamente siamo schoiavi di una società che ci obbliga alla gara giornaliera, ad avere un po' di più di quello che abbiamo, ma soprattutto di quello che ha il nostro amico o condomine, cugino, fratello, e così via. Per me la libertà è una cosa preziosissima, ma che va conquistata dentro, proprio in quell'IO nascosto proprio nel nosrro subconscio, naturalmente questo ha un costo molto alto: rinuciare, alla gara, rinunciare a quelle necessità false, godere dell'aria che si respira, del sole che sorge e tramonta, di un celo stellato, e soprattutto dell'amore per l'amata, per i figli, i nipoti, gli animali che ci girano attorno e perché no anche per quei condomini, quei conoscenti e sconosciuti che popolano la nostra vita giorno per giorno. Capire le nostre vere necessità indispensabili (a ogniununo le sue), garantircele con il minimo impegno, senza un briciolo in più, e poi..... arte, cultura comunicazione, e chi più ne ha più ne metta.... ma senza obblighi palesi o nascosti.
Accidenti come l'ho buttata sull'inpegnato, scusate m'è scappata.