martedì 3 novembre 2009

LOTTA

Avete mai pensato a quanto imprevedibile è la nostra vita? Vi siete mai soffermati a pensare quante volte, nella nostra giornata facciamo scelte involontarie che costruiscono il nostro presente? Forse no! Forse siete troppo occupati per ragionamenti del genere. Eppure, questa, è una condizione comune. Da quando ognuno di noi si sveglia, iniziamo a fare queste scelte. Già nel camminare evitiamo i primi ostacoli mattutini, ma talmente abituati a ciò, non diamo nessuna importanza a questo dono meraviglioso: L'inconscio!

Su questo tema, molti filosofi ci hanno scritto libri, molti dottori ne hanno fatto la loro vita, ma... cosa è l'inconscio? Per molti, potrebbe essere la parte nascosta di noi stessi, per altri , la parte più misteriosa, per altri ancora, una grande incognita. Per me, le cose sono molto più semplici. L'inconscio non è altro che l'attuazione della nostra cultura. L'inconscio è la capacità che l'uomo ha di manifestare il proprio sapere. Tutti i giorni, involontariamente, eseguiamo migliaia di movimenti senza accorgercene, senza prestare attenzione a quanti ostacoli oltrepassiamo. Pensiamo alla guida distratta che tutti noi facciamo, pensiamo a quante contrazioni muscolari attiviamo, a quante scelte mettiamo in gioco senza esserne consapevoli. Ma in quei momenti chi guida al posto nostro, chi muove i nostri muscoli chi attua scelte continue sul da farsi? Secondo il mio punto di vista, quello è l'inconscio! Per me, l'inconscio è quella parte di noi che, dimenticata dalla nostra veglia, manifesta il nostro sapere. Se ci soffermiamo a guardare un bimbo che impara a camminare, ci accorgiamo che il suo stato adrenalinico è al massimo. Lui, contrariamente a noi, fa attenzione a tutto ciò che succede. Ogni movimento, ogni attimo, passo dopo passo non lascia niente al caso apparente. Cade, si rialza, ci riprova! Cambia sistema di equilibrio, si attacca a qualsiasi appiglio, si stacca, studia il proprio corpo, le percezioni dei propri movimenti, delle proprie capacità. Poi, prova dopo prova, ci riesce: cammina! Raggiunge il proprio sapere ed archivia l'esperienza avuta nell'inconscio. L'essere umano, una volta trovata una soluzione, la cede al proprio io più intimo per pensare ad altre cose. Poi, sarà proprio quell'inconscio a fare quel lavoro per tutta la vita, mentre noi, come idioti, continuiamo a nasconderci a noi stessi... alla ricerca di ciò che già sappiamo. Ma, la cosa curiosa a cui nessuno pensa, è che tutti camminiamo. Ognuno di noi, a suo modo, ha imparato a camminare. Ognuno ha imparato a fare le proprie scelte. Ognuno ha imparato a fare le scelte comuni! Sì! Tutti camminiamo.... tutti parliamo! Tutti facciamo la stessa cosa! È vero che ognuno di noi cammina a modo suo, ma... tutti camminiamo! Allora, mi viene da chiedermi: perché nessuno ha trovato un sistema diverso per muoversi? Perché ognuno di noi continua ad imparare ed insegnare la propria lingua? Perché nessuno crea una nuova lingua comune a tutti? Secondo me le soluzioni che portiamo avanti e trasferiamo al nostro inconscio sono quelle più semplici da attuare. Oggi siamo in questa società ed occorre fare così! Pensate forse che se un bambino fosse in grado di vivere in un'isola deserta, faccia le stesse scelte che facciamo noi? Pensate che il suo inconscio sia come il nostro? Pensate che da solo impari a parlare ed a camminare in maniera eretta? Io penso di no! Sono convinto che il nostro inconscio non sia nostro, ma sia un inconscio comune, un inconscio collettivo! La nostra società è il nostro inconscio e se veramente vogliamo conoscere quello che sta dentro di noi, dobbiamo guardare la nostra comunità. È lì, davanti a noi e, nonostante tutto, siamo convinti di avere un inconscio proprio. La nostra intelligenza tende a rifiutare questa idea comune a tutti e cerca disperatamente di differenziarsi, di tirarsi fuori da ciò che ci accomuna e, spesso, non riuscendosi, si nasconde dietro all'impossibilità di conoscere il proprio io più nascosto. Se si accetta di vivere in questa società, dobbiamo accettare anche i suoi insegnamenti. Se invece, questo non ci sta bene, dobbiamo ribellarci! Abbiamo il dovere di cambiare le cose iniziando da noi stessi, differenziandosi da ciò che ci viene fatto credere “comune”.Dobbiamo avere il coraggio di cambiare questa situazione che ci induce ad essere tutti automi di una unica strategia comune. Forse, cambiare il modo di comunicare, di pensare e di ragionare, sarà difficile, sarà vergognoso, sarà intollerabile, ma abbiamo il dovere di trovare questo coraggio! Forse sarà dura per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti, ma almeno questa globalizzazione inizierà a disgregarsi e noi riprenderemo quella dignità di uomini che nel nostro passato ci distingueva dagli animali. Non importa se torneremo a camminare carponi o se vestiremo soltanto pellicce conquistate con il sudore. Quello che è importante è che si riesca finalmente a respirare aria pura. Il nostro inconscio è stato estirpato dalla nostra anima ed adesso viviamo in un mondo troppo piccolo per il bene comune. Ognuno dovrà ricominciare da se stesso. Dobbiamo smettere di aspettare che gli altri creino gli eventi per noi. Adesso che abbiamo la cultura della fisica, della chimica e della filosofia cerchiamo di custodirla in modo che rimanga almeno una traccia di ciò che con tanto sacrificio l'uomo ha conquistato. Il nostro essere, ha bisogno di imparare nuovamente a diventare indipendente da un inconscio collettivo. Riconquistiamo la nostra anima oltraggiando coloro che ce la stanno macchiando. Quelli tra voi che hanno il coraggio di iniziare questa lotta, mi stiano vicino e si preparino a perdere quel benestare fasullo che la nostra società ci impone per poter ridare forza a quella semplice carezza che ci sfiora il viso.

4 commenti:

  1. ok allora combattiamo!!!

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  2. Ho visto che come me, non molti dei tuoi amici hanno avuto il tempo di leggerti e commentare, eppure è piacevole, è rilassante leggere cosa gli amici leggono tra le righe dei tuoi scritti, ma aimè sembra che la battaglia si stia facendo troppo dura, ed effettivamente almeno per me lo è. Scusa se non sono tanto in vena di farti i complimenti che meriti o anche di arzigogolare qualche concetto per innescare, come ha cercato di fare capobianco, ma io non rieso proprio a connettere il mio cervello in cose che non siane quelle stramaledette impellenze che ogni giorno mi affliggono, ciao e scusa. Max 1°

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  3. Ho visto quella specie di critica, giustamente purgata, ma che hai suscitato una così alta invidia? chi sarà il bicichettaio? ma! non credevo che tu fossi diventato così importante da suscitare queste reazioni, comunque complimenti!
    Capo bianco

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  4. NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA

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